Bandeau du Carnet de bord consacré au thé du Népal, avec plantations en terrasses, sommets de l’Himalaya, drapeaux de prière, tasse de thé et feuilles en vrac dans un paysage de montagne.

Tè del Nepal: cos’è, come ha il gusto e perché è ancora poco conosciuto?

Diario di bordo ⚓

Tè del Nepal: cos’è, com’è il suo gusto e perché è ancora poco conosciuto?

Tra l’India e le vette dell’Himalaya, il Nepal vanta una vera e propria cultura del tè. Eppure le sue raccolte sono molto meno conosciute di quelle di Darjeeling, dell’Assam o dello Yunnan.

Da ricordare

Il tè del Nepal è prodotto principalmente nell’est del Paese, in particolare nelle regioni di Ilam, Panchthar, Dhankuta e Terhathum. Le zone montane sono particolarmente associate ai cosiddetti tè ortodossi: tè neri, verdi, bianchi e talvolta Oolong elaborati in piccole produzioni.

Quando si parla delle grandi regioni del tè, alcuni nomi vengono subito in mente: Cina, Giappone, India, Sri Lanka.

Il Nepal, invece, rimane spesso nell’ombra.

Eppure il Paese coltiva il tè da più di un secolo e mezzo.

Le sue montagne, il suo clima e la vicinanza a Darjeeling hanno favorito lo sviluppo di una produzione particolarmente interessante per gli appassionati di tè ortodossi e di piccole raccolte.

Oggi alcuni giardini nepalesi producono tè molto ricercati, talvolta in quantità riservate.

1. Dove si coltiva il tè in Nepal?

La produzione di tè si concentra principalmente nell’est del Paese.

I distretti storicamente associati a questa coltivazione includono in particolare:

  • Ilam;
  • Jhapa;
  • Panchthar;
  • Dhankuta;
  • Terhathum.

Ma queste zone non producono esattamente lo stesso tipo di tè.

Le pianure di Jhapa sono importanti soprattutto per la produzione di tè CTC, mentre le zone collinari sono più associate ai tè ortodossi.

Questa differenza di rilievo e di metodo di produzione contribuisce a creare due universi piuttosto distinti all’interno del tè nepalese.

2. Come è arrivato il tè in Nepal?

La storia ufficiale del tè nepalese risale al XIX secolo.

Secondo il National Tea and Coffee Development Board del Nepal, dei semi di tè provenienti dalla Cina sarebbero stati donati al Primo Ministro Jung Bahadur Rana.

Furono poi affidati a Gajraj Singh Thapa, responsabile della regione di Ilam.

L’Ilam Tea Estate fu fondata intorno al 1863, segnando l’inizio della coltivazione organizzata del tè in questa parte del Nepal.

Lo sviluppo rimase tuttavia relativamente lento per diversi decenni.

Nelle vicinanze, Darjeeling viveva già un’espansione commerciale molto più importante.

Una regione imprescindibile

Ilam, il cuore storico del tè nepalese

Nella storia del tè in Nepal, Ilam occupa un posto centrale.

Le sue colline si trovano nell’estremo est del Paese, non lontano dal confine indiano e dalla regione di Darjeeling.

Oggi vi si trovano numerosi produttori di tè ortodosso, tè verde e specialità in piccole serie.

Il National Tea and Coffee Development Board censisce inoltre un’importante concentrazione di produttori intorno a Ilam.

4. Tè ortodosso o CTC: qual è la differenza?

Per comprendere il tè nepalese, bisogna distinguere due grandi metodi di lavorazione.

Il tè CTC

CTC significa Crush, Tear, Curl: frantumare, lacerare e arrotolare.

Il processo produce piccole particelle piuttosto regolari che consentono un’estrazione rapida e una tazza generalmente corposa.

Questo tipo di tè è prodotto soprattutto nelle pianure.

Il tè ortodosso

Nella lavorazione ortodossa, le foglie vengono trattate cercando di preservarne maggiormente la struttura e controllando ciascuna delle principali fasi di lavorazione.

È in questa categoria che si trovano numerosi tè nepalesi destinati al mercato dei tè di specialità.

Studi recenti sulla filiera nepalese mostrano inoltre che i produttori ortodossi dipendono maggiormente da piccoli coltivatori e sono fortemente orientati all’esportazione.

5. Com’è il gusto del tè del Nepal?

Non esiste ovviamente un unico «gusto del Nepal».

Il Paese produce diverse famiglie di tè e ogni raccolta dipende dal giardino, dall’altitudine, dalla stagione, dal cultivar e dalla lavorazione.

Nei tè ortodossi di montagna si possono tuttavia riscontrare profili:

  • floreali;
  • mielati;
  • fruttati;
  • leggermente muscatati;
  • vegetali;
  • talvolta legnosi o leggermente tostati.

Questi termini non costituiscono una definizione universale del tè nepalese.

Descrivono piuttosto una palette frequentemente riscontrata in alcune raccolte di montagna.

Confronto

Nepal e Darjeeling: vicini, ma non identici

Il confronto con Darjeeling è molto frequente.

Geograficamente è comprensibile: Ilam si trova nelle vicinanze della celebre regione indiana.

I due territori condividono alcune condizioni montane e una lunga tradizione di tè ortodossi.

Alcune raccolte nepalesi possono quindi evocare profili floreali, fini o muscatati che gli appassionati associano spontaneamente a Darjeeling.

Ma un tè nepalese non deve essere considerato un «Darjeeling meno conosciuto». I produttori nepalesi sviluppano oggi i propri stili, cultivar e metodi di lavorazione.

7. Cosa significa First Flush?

Il termine First Flush indica generalmente il primo periodo di raccolta dopo il riposo invernale del cespuglio di tè.

Nelle regioni himalayane questa raccolta primaverile è particolarmente ricercata.

I giovani germogli possono produrre tè più leggeri e aromatici rispetto ad alcune raccolte più tardive.

Ma «First Flush» non è, di per sé, una garanzia assoluta di qualità.

Una bella raccolta dipende sempre dal materiale vegetale, dalle condizioni meteorologiche, dalla raccolta e soprattutto dal lavoro svolto successivamente.

8. Perché si trovano anche Oolong in Nepal?

Il Nepal non si limita al tè nero.

I produttori specializzati sperimentano diversi metodi di lavorazione, tra cui il tè verde, il tè bianco e l’Oolong.

Un Oolong è un tè la cui ossidazione è stata deliberatamente controllata e interrotta durante la lavorazione.

Ciò lascia molta libertà al produttore.

A seconda della materia prima e del grado di ossidazione, il risultato può essere floreale, fruttato, mielato, vegetale o più tostato.

Queste produzioni rappresentano un aspetto particolarmente interessante del tè nepalese moderno: giardini storici che non si accontentano più di riprodurre un solo stile.

Una tappa disponibile a bordo

Himalayan Orange Hill – Oolong del Nepal FTGFOP1

La nostra selezione comprende un Oolong di prima raccolta proveniente dal Nepal: Himalayan Orange Hill – Oolong del Nepal FTGFOP1 .

Il riferimento del fornitore corrisponde al lotto 81835.

Le indicazioni tecniche disponibili raccomandano un’infusione intorno a 80 °C per 3-4 minuti, con circa 12-13 g per litro.

La liquorata indicata è chiara, con un profilo delicato e floreale; alcune schede commerciali dello stesso riferimento evocano inoltre sfumature dolci e leggermente tostate.

Come sempre, queste indicazioni costituiscono un punto di partenza: la degustazione rimane il modo migliore per adattare la preparazione al proprio gusto.

9. Cosa significa FTGFOP1?

Su alcuni tè ortodossi si trovano impressionanti sequenze di lettere.

FTGFOP appartiene al sistema di gradi utilizzato storicamente per descrivere l’aspetto di alcuni tè neri ortodossi.

Questi gradi si riferiscono in particolare alla dimensione, alla struttura e alla presenza di giovani punte nel lotto.

Il numero 1 può indicare una selezione considerata particolarmente fine nella classificazione impiegata dal produttore o dal venditore.

Ma bisogna evitare un errore frequente:

Un grado descrive soprattutto la foglia. Non sostituisce mai una degustazione.

Due tè con un grado comparabile possono produrre tazze molto diverse.

10. Perché il tè del Nepal è ancora poco conosciuto in Francia?

La prima ragione è semplicemente storica.

Il Nepal non ha mai beneficiato della stessa visibilità internazionale delle grandi origini commerciali come l’India, lo Sri Lanka o la Cina.

Una parte importante del tè nepalese è stata a lungo transitata anche attraverso mercati vicini, in particolare l’India.

Infine, il segmento del tè ortodosso di specialità rimane relativamente piccolo rispetto ai grandi volumi prodotti dai principali Paesi esportatori.

Eppure questa discrezione rappresenta proprio ciò che rende il Nepal interessante per gli appassionati.

Vi si trovano produttori di montagna, piccole aziende, cooperative e giardini capaci di lavorare raccolte molto particolari.

Non confondere

Raro non significa automaticamente migliore

Una piccola produzione può essere affascinante perché permette di scoprire un terroir o un metodo poco diffuso.

Ma la rarità commerciale non costituisce mai una prova sufficiente di qualità. La materia prima, la precisione della lavorazione, lo stoccaggio e la degustazione rimangono determinanti.

Come preparare un tè del Nepal?

Non esiste una temperatura valida per tutti i tè nepalesi.

Un tè nero robusto può sopportare un'acqua più calda di un Oolong chiaro o di una delicata raccolta primaverile.

Per un tè leggero o un Oolong himalayano, iniziate con un'acqua intorno a 80-85 °C.

Un'infusione di 3 minuti è un buon punto di partenza, prima di aggiustare in base alla vostra tazza.

La cosa più importante è evitare di partire immediatamente con acqua bollente e un'infusione molto lunga con una raccolta delicata.

Come scegliere un tè del Nepal?

Guardate prima le informazioni disponibili:

  • origine precisa;
  • giardino o zona di produzione, quando sono noti;
  • stagione di raccolta;
  • famiglia di tè;
  • metodo di lavorazione;
  • aspetto delle foglie;
  • consigli per la preparazione.

Più queste informazioni sono precise, più diventa possibile capire cosa state acquistando, invece di affidarvi esclusivamente a espressioni come «tè dell'Himalaya» o «tè raro».

A chi consigliare un tè del Nepal?

Il Nepal è particolarmente interessante per una persona che:

  • ama i tè di Darjeeling ma desidera scoprire qualcos'altro;
  • cerca tè poco comuni;
  • apprezza profili floreali e delicati;
  • desidera esplorare gli Oolong al di fuori della Cina e di Taiwan;
  • è interessata ai terroir di montagna.
Domande frequenti

FAQ sul tè del Nepal

Il Nepal produce solo tè nero?

No. Il paese produce tè nero, tè verde e varie specialità, in particolare alcuni tè bianchi e Oolong.

Il tè del Nepal è Darjeeling?

No. Darjeeling è un'origine indiana. Le zone di produzione sono vicine e alcuni profili possono ricordare quelli di Darjeeling, ma si tratta di territori diversi.

Cos'è un tè ortodosso nepalese?

Si tratta di un tè prodotto secondo un processo di lavorazione ortodosso che cerca, in particolare, di conservare maggiormente la struttura delle foglie, a differenza del processo CTC che produce piccole particelle.

Perché il tè del Nepal è a volte costoso?

Alcune raccolte provengono da piccole produzioni di montagna e sono lavorate con molta cura. Il prezzo dipende tuttavia dal giardino, dalla raccolta, dalla lavorazione e dalla reale rarità del lotto.

Si può reinfusare un Oolong del Nepal?

Sì. Una bella foglia intera può spesso sopportare più passaggi d'acqua. Basta accorciare o aggiustare le infusioni in base al risultato ottenuto.

Un'origine che merita di uscire dall'ombra

Il Nepal non ha né i volumi dell'India né la notorietà storica di Darjeeling.

Ma le sue montagne ospitano un'antica tradizione del tè e una nuova generazione di produzioni ortodosse capaci di sorprendere.

A volte, le tappe più belle non sono quelle il cui nome è già scritto su tutte le mappe.

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Scopri il nostro Oolong del Nepal

Himalayan Orange Hill è una prima raccolta himalayana lavorata in Oolong e proposta in quantità limitata.

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